2012-01-02

/*-*\ La Scapigliata di Leonardo da Vinci


La Testa di fanciulla (detta La Scapigliata) è un dipinto a terra ombra, ambra inverdita e biacca su tavola (24,7x21 cm) di Leonardo da Vinci, databile al 1508 circa e conservato nella Galleria nazionale di Parma.
Il dipinto, un incompiuto su tavola (non un disegno preparatorio quindi), è ricordato sicuramente per la prima volta in un inventario di casa Gonzaga del 1627 come "un quadro dipintovi la testa di una donna scapigliata, bozzata, [...] opera di Leonardo da Vinci". Probabilmente era la stessa opera che Ippolito Calandra, nel 1531, suggeriva di appendere in camera di Margherita Paleologa, moglie di Federico Gonzaga e nuora di Isabella d'Este. Ancora più anticamente, nel 1501, la tavola è forse accennata in una lettera della marchesa a Pietro da Novellara, datata 27 maggio, in cui la marchesa richiedeva a Leonardo una Madonna per il suo studiolo privato.
La datazione dell'opera, che si trova nella Galleria parmense dal 1839, ha visto alternarsi numerose ipotesi. Inizialmente venne avvicinata ad altri lavori incompiuti della gioventù di Leonardo, quali l'Adorazione dei Magi e il San Girolamo; a un'analisi stilistica più approfondità si è poi optato, in prevalenza, per una datazione legata alla piena maturità dell'artista, vicina alla Vergine delle Rocce di Londra o al Cartone di Burlington House (Carlo Pedretti, che propose il 1508).




A inizio del XIX secolo il dipinto si trovava nella raccolta privata del pittore parmense Gaetano Callani, il cui figlio Francesco la vendette in seguito all'Accademia di Belle Arti, poi Galleria Nazionale. L'attribuzione a Leonardo da parte della critica è pressoché unanime, con l'eccezione di Corrado Ricci, direttore della Galleria Nazionale (in un catalogo del 1896 avanzò l'ipotesi che fosse opera dello stesso Callani), e di Wilhelm Suida (1929) che la ritenne di scuola.
La Scapigliata è un dipinto incompiuto, tuttavia alcune parti del volto sono finite e trovano riscontro nell'opera di Leonardo. Vi è ritratta una testa femminile, con un accenno delle spalle, voltata di tre quarti verso sinistra e inclinata verso il basso. I lineamenti sono dolcissimi, i bulbi oculari tondeggianti e leggermente sporgenti, il naso pronunciato, le labbra carnose accennanti un sorriso, il mento arrotondato. Il forte chiaroscuro steso sul viso con lumeggiature esalta il rilievo scultoreo del volto, di angelica compostezza, interrotta però dalla vibrante capigliatura, scomposta ad arte in ricci turbolenti, che ricordano il principio dell'espressione esteriore dei "moti dell'animo", uno dei principi chiave della poetica leonardiana.

tratto da www.ilgeniodavinci.com