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2012-02-21

Il vulcano piu' bello del mondo - Il VESUVIO


Il Parco Nazionale del Vesuvio, di grandissimo interesse geologico e storico, è stato istituito al fine di salvaguardare i valori del territorio, di applicare metodi idonei a realizzare una corretta integrazione tra uomo e ambiente, di promuovere attività di educazione ambientale e di ricerca scientifica. Il Parco nasce, però, anche dall'esigenza di difendere il vulcano più famoso del mondo: il Vesuvio, tipico esempio di vulcano a recinto costituito da un cono esterno tronco, il Monte Somma, oggi spento con cinta craterica in gran parte demolita entro la quale si trova un cono più piccolo rappresentato dal Vesuvio, ancora attivo. Il territorio, ricco di bellezze storico-naturalistiche, vanta una produzione agricola unica per varietà e originalità di sapori.

Il Somma-Vesuvio è il complesso vulcanico ancora attivo più importante dell'Europa continentale.
Situato nella Piana Campana, è un tipico esempio di strato-vulcano a recinto, costituito da due strutture morfologicamente ben distinguibili: la caldera del Somma ed il Gran Cono del Vesuvio. La caldera del Somma, costituita dal monte omonimo, è di forma semicircolare, raggiunge la sua massima altezza con Punta Nasone (1132 m.s.l.m.), e rappresenta quello che resta dell'antico vulcano, la cui attività risale ad almeno 300.000 anni fa; una vasta depressione, la Valle del Gigante, suddivisa in Atrio del Cavallo e Valle dell'Inferno, rappresenta la parte interna residua dell'antica caldera; all'interno di quest'ultima si trova il più recente Gran Cono del Vesuvio (1281 m.s.l.m), più volte distrutto e ricostruito nel corso delle eruzioni antiche e recenti. Il recinto del Somma è ben conservato per tutta la sua parte settentrionale e il suo orlo craterico è un susseguirsi di cime dette cognoli

La Storia

All'inizio dell'era quaternaria (seconda fase eruttiva dei Flegrei) un'eruzione di trachiti fu all'origine del primitivo Monte Somma; altri due parossismi si verificarono tra il 6000 e il 3000 circa a.C. e tra il 3000 e l'era cristiana, dando luogo soprattutto a emissioni di basalti leucitici. Successivamente, dopo un lungo periodo di quiete, l'attività vulcanica si manifestò mediante scosse di terremoto che precedettero, a partire dal 5 febbraio del 63 d.C. (terremoto descritto da Seneca), la terribile eruzione verificatasi il 24 agosto del 79 d.C., durante la quale furono completamente distrutte nonché sepolte da una spessa coltre di cenere, lapilli e lava le tre città di Ercolano, Pompei e Stabia. Questa eruzione, definita pliniana, che secondo alcuni diede origine all'attuale Gran Cono del Vesuvio, fu la prima storicamente datata e documentata in una celebre lettera a Tacito scritta da Plinio il Giovane, che nel cataclisma, perse lo zio, Plinio il Vecchio, vittima della propria passione naturalistica. Tra le eruzioni successive si ricordano quelle del 202, 472, 685, 1036, 1139 e quella violentissima del 16 dicembre 1631, che distrusse la maggior parte degli abitati situati ai piedi del vulcano, provocando circa 40.000 vittime e durante la quale la lava raggiunse il mare.
L'attività del Vesuvio venne nuovamente segnalata nei secc. XVII, XVIII e XIX (1822, 1855, 1858, 1861, 1872). Seguirono altre eruzioni che trasformarono completamente la sagoma del cratere; dopo il violento parossismo del 1906, durante il quale furono eruttati milioni di metri cubi di lava, si determinò infatti sul Gran Cono una paurosa voragine craterica. L'ultima eruzione avvenne nel marzo del 1944: furono emessi 21 milioni di metri cubi di lava, distrutti numerosi centri abitati e le ceneri giunsero fino in Albania. Da quel momento il vulcano non ha più dato luogo a fenomeni eruttivi, sebbene le frequenti manifestazioni sismiche stiano a dimostrare il suo stato di riposo attivo. Il vulcano è stato, ed è attualmente, oggetto degli studi più approfonditi riguardo alla previsione di eruzioni, studi che nulla lasciano oggi presagire su un immediato risveglio. Appartiene alla storia del vulcano, ma anche della vulcanologia mondiale l'Osservatorio vulcanologico, situato in contrada Osservatorio nella parte alta del Comune di Ercolano, nel territorio incluso nel Parco. Lo si raggiunge facilmente seguendo la provinciale che sale al cratere e deviando sulla destra all'altezza dell'hotel Eremo. Realizzato nel XIX secolo è stato il primo Osservatorio vulcanologico del mondo, il luogo in cui si sono svolte le prime ricerche sismiche e vulcanologiche, in cui si sono sperimentati diversi strumenti di misurazione. Annovera tra i suoi direttori personaggi della scienza del calibro di Palmieri, Melloni e Mercalli. Ospita un piccolo Museo della strumentazione scientifica che veniva utilizzata nel passato per studiare i terremoti e i vulcani.