2012-02-06

/*-*\ La vera fine del mondo 13 aprile 2029 - Apophis


Alcuni anni fa due blockbuster cinematografici, usciti quasi in contemporanea, mostrarono la possibilità, gli effetti e i probabili rimedi (qualora ce ne fossero) da attuare nel caso in cui il pianeta Terra fosse colpito da un asteroide.
Le due pellicole in questione Armageddon (diretto da M. Bay) e Deep Impact (diretto da M. Leder), ottennero un grosso successo di pubblico, in quanto, sebbene considerati entrambi di genere fantascientifico, colpirono l'opinione pubblica mondiale perché visualizzarono magistralmente quello che da anni è teorizzato, sempre con maggiore attenzione, dagli scienziati di tutto il mondo in merito alla possibilità, tutt'altro che relativa, che un qualsiasi corpo spaziale errante possa viaggiare su un'orbita che potrebbe portarlo a collidere con il nostro pianeta.
In effetti, ciò è più di una possibilità in quanto è già successo in passato e purtroppo succederà ancora.  Ogni giorno, infatti, la Terra è colpita da tonnellate di materiale spaziale, la maggior parte formata da polvere e granelli che si dissolvono a contatto con la nostra atmosfera, invece sassi od oggetti grossi quanto un pallone da calcio riescono a passare a volte causando danni a persone o a cose.
Nella storia del nostro pianeta due episodi del genere hanno confermato questa tremenda possibilità.  Il primo è accaduto addirittura quando l'uomo non era ancora apparso sulla Terra: 65 milioni di anni fa un asteroide colpì il nostro pianeta schiantandosi vicino alla penisola dello Yucatan (Golfo del Messico) e, come molti scienziati sostengono, l'avvenimento segnò la tragica scomparsa dei dinosauri.
Il secondo è datato 1908 d.C. nella fredda regione della Tunguska (Siberia) una mattina di quell'anno un altro asteroide esplose poco prima di toccare il suolo devastando milioni di ettari di tundra siberiana (questa però è una delle tante ipotesi, una delle quali sarà approfondita in altra sede, in merito all'esplosione avvenuta).  Tutto questo fa da premessa alla notizia, rimbalzata qualche mese fa su diversi siti internet (articoli dai quali è stato tratto lo spunto per scrivere il testo che segue), in merito alla probabilità che un piccolo asteroide possa entrare in un futuro prossimo in orbita di collisione con la Terra.
Si chiama 99942 Apophis dal nome greco del dio egizio Apep, il distruttore, l'asteroide scoperto il 19 giugno 2004.  Lungo circa 400 m (è questo ancora un dato variabile data la sua distanza ancora notevole), viaggia su un'orbita che potrebbe portarlo (il condizionale è d'obbligo) a collidere con la Terra nel 2029, quando sarà addirittura visibile ad occhio nudo.
Tutto dipende dalla sua folle corsa nello spazio siderale.
Infatti, se la sua orbita dovesse, durante il suo tragitto, passare vicino ad altri pianeti, questi con la loro forza gravitazionale, potrebbero variare l'angolo di deflessione dell'asteroide, cambiandone la rotta; ma questo accadrebbe anche quando passerà vicino al nostro pianeta appunto nel 2029, facendo aumentare la possibilità che nei successivi passaggi (2035, 2036, 2037), ci sia effettivamente un impatto con la Terra.
Se dovesse effettivamente colpire la Terra il 13 aprile 2029, sprigionerebbe un'energia esplosiva (1480 megaton) 114.000 volte superiore a quella sprigionata dalla bomba atomica esplosa ad Hiroshima - l'esplosione della Tunguska, sopra menzionata arrivava appena a 10-20 megaton- devastando, a seconda del punto d'impatto, migliaia di km quadrati ( dati fonte wikipedia ).




Gli scienziati del NEO (Near Earth Objects), gli astronomi che tengono sotto controllo i potenziali oggetti spaziali pericolosi, sono di diverso parere in quanto ipotizzano un finimondo simile all'esplosione avvenuta 65 milioni di anni fa ( fonte giornaletecnologico.it ).  Per questo stanno iniziando a studiare un piano per scongiurare tale evento, organizzando in pratica una missione sull'asteroide per installare un trasponder per calcolare con esattezza la sua orbita ( fonte nwo.it).  Più o meno com'è avvenuto per la fortunata missione Deep Impact nel luglio scorso.
Forse siamo ancora lontani, dagli eventi descritti nei due film sopra menzionati dove tutta l'umanità era col fiato sospeso mentre assisteva impotente allo svolgersi degli eventi; tutto questo porta a due riflessioni.  Prima di tutto, un avvenimento del genere ci fa capire quanto il nostro piccolo pianeta sia fragile e di quanta cura ha bisogno.  La seconda è un monito: ovunque voi siate, scrutate il cielo (dal film La cosa da un altro mondo).