2015-10-03

Salvador Dalì - Il gioco lugubre

Nel 1929 Dalì realizza il suo primo dipinto surrealista, Il gioco lugubre.



Il dipinto suscita ripugnanza negli stessi surrealisti perchè in primo piano compare un uomo che indossa delle mutande sporche di escrementi. Lo stile ineguagliabile del pittore prende già forma in questo quadro con il ricorso a spazi prospettici molto dilatati. E in quegli spazi si notano moltissimi elementi combinati in modo irrazionale. “Il pittore che deforma le figure“, così definito da molte persone, causa sconcerto nell’ambiente del movimento cui l’artista aderisce con entusiasmo.


Come si legge nel primo manifesto del surrealismo, l’estetica surrealista ruota intorno all’«Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con le parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale». Potere all’inconscio (nel senso freudiano del termine) e attenzione a tutte quelle sfere in cui esso riesce a manifestarsi incondizionatamente: la follia, l’amore, il sogno.



Per Dalí la follia è il metodo di lavoro: immersione nello stato paranoico cui segue la rielaborazione razionalizzata e quindi pittorica. L’amore è anche masturbazione e castrazione, gioco di potere e pulsione di morte. Il sogno è soprattutto incubo.