2015-10-06

/*-*\ Salvador Dalì - Miraggio

"Mirage", opera del 1946, fa parte - con "Gli Amanti invisibili" e "Oasis" - di una trilogia Daliniana finalizzata a promuovere il profumo chiamato  “Desert Flower".






La donna in primo piano rappresenta una elegante Venere, il cui gesto - che suggerisce un estasiato stato sognante di beatitudine - pone l'accento sul fiore che fuoriesce dalla fronte di Apollo.  Egli appare ai margini di una struttura a ponte che si protende etereo da una lontana montagna. I ponti che non portano da nessuna parte, puntellano il senso generale di un sogno, o, addirittura, il MIRAGGIO che Dali vuol trasmettere con questa tela.

Una metafora per l'amore e la passione - che, dopo tutto, la seducente fragranza di un profumo ricorda - è evocata dal modo in cui la donna elegante è estasiata da Apollo, così perfettamente formato, bello e maschile - e dal modo in cui Dalì ha catturato la sua ultra figura-femminile, con i seni pronunciati, braccia e gambe angeliche, svelte, vita sottile, e il magnifico abito turchese con rifiniture dorate e una collana lunga sul corpo punteggiato con le perle.






La bellissima opera "Mirage" è intrigante, così, per il modo in cui si fonde un surrealismo onirico con un temperamento classico, e il contrasto della delicata Venere  con le linee dure angolari della strana trama architettonica del dipinto.

Di "Mirage", il Maestro ha dichiarato: "L'incontro di una bella donna (Venere) con Apollo nel deserto simboleggia il miraggio d'amore. L'aura di antichità classiche ed i fiori del deserto che appaiono dalla fronte di Apollo rievocano il sentimento senza tempo di amore ".