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2013-11-13

85 anni ma non li dimostra - Luciano De Crescenzo



Poliedrico, geniale, ironia impareggiabile, non lo so se bastano questi aggettivi per descrivere Luciano De Crescenzo che ha compiuto 85 anni lo scorso agosto. In questi decenni è stato in grado di lasciare il segno come scrittore, autore, regista. La sua intensa narrazione è stata sempre improntata al racconto della realtà senza nascondere i problemi e le difficoltà che affliggono il nostro territorio e la sua Napoli in particolare. Una “napoletanità” solare, vitale, mai cupa e disperata, raccontata con le doti di affabulatore d’altri tempi. Una penna leggera, ironica e dissacratoria, capace di introdurre con disinvoltura ampi temi filosofici nella vita di tutti i giorni. De Crescenzo è stato forse uno dei pochi a capire che la filosofia non è materia astratta per professoroni austeri e prolusioni ex cathedra ma quotidianità e relazioni umane. Nei suoi libri filosofici raccontava e racconta la filosofia alla stregua del “fattariello”, senza per questo svilirla, come spesso gli è stato imputato da certa critica radical-chic, come sempre diffidente verso chi trova la chiave giusta per parlare al cuore delle persone. Eraclito, Socrate, Platone, Aristotele, e su fino a Cusano, Cartesio, Bacone, diventano personaggi di vita quotidiana, amici con cui potremmo prendere quel famoso caffè o leggere il giornale per commentare le notizie del giorno. La dimensione umana, il fatto che la nostra vita è intessuta e percorsa ogni minuto da storie e racconti sono la stella polare di De Crescenzo, che oltre che scrittore e regista, è anche formidabile comunicatore. ll suo pubblico si è sempre sintonizzato sulla sua comunicativa, sul suo stile “socratico”, ossia il dialogo quotidiano con tutti, dal netturbino all’ingegnere, dal bambino all’adulto. Un dialogo, attraverso cui giungere, per quanto possibile, alle piccole verità quotidiane di ogni essere umano. De Crescenzo ha sempre affiancato alla sua attività di scrittore quella di divulgatore, capace di introdurre anche il lettore più inesperto ai problemi sollevati dalla filosofia antica ed infatti nel corso degli anni ottanta novanta ha condotto sulle reti Rai una trasmissione televisiva di successo  sui miti e sulle leggende degli antichi greci, ritrasmessa anche da Mediaset. Una vera chicca da cineteca rimane la scena in cui, nella parte del personaggio da lui stesso ideato, il professor Bellavista, rimane bloccato dentro l’ascensore con l’ingegner Cazzaniga (Renato Scarpa), milanese verace temporaneamente trapiantato a Napoli. Fu allora che il napoletanissimo professore si accorse che perfino i milanesi hanno un cuore… E noi con lui.