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2012-02-23

Tributo a un grandissimo : Albert Einstein


Albert Einstein, un nome che è diventato sinonimo di intelligenza, la cui formula più famosa, E=mc2, è ancora oggi universalmente conosciuta come simbolo di vera e propria rottura col passato. Il pensiero e le intuizioni del fisico e filosofo, infatti, sono state in grado di rivoluzionare letteralmente le modalità di approccio alla scienza, prima fondate sul rigido pensiero newtoniano. 

Ma a cosa si deve la grandezza di Albert Einstein? Andiamo a scoprirlo più da vicino.
Einstein nacque a Ulm,  in Germania, nel 1879: la sua fu un’infanzia caratterizzata dai frequenti spostamenti della sua famiglia, che lo portarono prima a Milano e poi a Zurigo. Fu proprio in quest’ultima città che il giovane Albert concluse i suoi studi, ottenendo nel 1900 l’abilitazione all’insegnamento. Trasferitosi successivamente a Berna, Einstein trovò un impiego nell’ufficio Brevetti, attività che tuttavia riuscì a conciliare con i suoi interessi principali: la scienza e la filosofia.

Fu proprio nel campo scientifico che Einstein brillò in quanto a intuizioni e teorie, per le quali bisogna però aspettare il 1905, il cosiddetto Annus Mirabilis. Fu proprio a partire dal 1905, infatti, che lo scienziato mise a punto teorie che, attuali ancora oggi, scossero la comunità scientifica di allora in quanto ad acutezza e correttezza. Non si può non nominare lo scritto con il quale interpretò l’effetto fotoelettrico, lavoro che poi gli valse il Nobel nel 1921. Dello stesso periodo sono le intuizioni riguardanti la relatività ristretta (compresa la famosa formula E=mc2), grazie alla quale trovarono una soluzione i contrasti tra la teoria meccanica e elettromagnetica della luce.
Il lavoro di Einstein proseguì poi proprio in questa direzione, ovvero cercando soluzioni capaci di interpretare fenomeni che non trovavano spiegazioni nelle precedenti teorie, soprattutto quella Newtoniana, base e modello della fisica moderna. Furono proprio questi gli anni (dal 1905 al 1915) in cui lo scienziato mise a punto i fondamenti della relatività generale, in cui vengono introdotte le proprietà dello spazio-tempo a quattro dimensioni. Un cambiamento radicale e rivoluzionario, e per questo non immediatamente condiviso dalla comunità scientifica del tempo. Albert Einstein, infatti, elimina il concetto di uno spazio e di un tempo assoluti: in particolare, rispetto a Newton, il cui pensiero si basa sulla convinzione che i fatti fisici si svolgano in  un quadro immutabile costituito proprio dallo spazio e dal tempo, Einstein afferma che non ha senso parlare di questi concetti se non in relazione ai fenomeni che vi si svolgono. Andando a toccare il modello scientifico al quale gli scienziati si erano sempre rivolti, la teoria della relatività generale non fu accolta con il favore che invece si sarebbe meritata. Bisognerà quindi aspettare l’eclissi di sole del 1919 per ottenere i primi consensi e soprattutto le prime prove fisiche delle teorie descritte da Einstein, basate esclusivamente sul ragionamento razionale e matematico.

Pochi anni dopo l’enunciazione della teoria sulla relatività generale, Einstein dovette interrompere il proprio lavoro a causa delle persecuzioni antisemitiche, a causa delle quali, nel 1932, lasciò la Germania per partire alla volta degli Stati Uniti. Qui Einstein continuò a svolgere attività accademica fino al 1945, anno in cui decise di ritirarsi a vita privata, senza però rinunciare all’attività di ricerca. Gli anni della maturità furono infatti caratterizzati dal tentativo unificare le teorie del campo elettromagnetico e gravitazionale. Ricerche che poi trovarono la propria concretezza in Considerazioni cosmologiche sulla teoria della relatività generale e Generalizzazione della teoria della gravitazione, pubblicate entrambe datate 1953.
Molto importante, poi, fu anche il pensiero di Einstein nell’ambito della filosofia, sua altra grande passione. Un ambito che lo scienziato arricchì con opere di grande valore epistemologico.
Una mente, quella di Einstein, che continua a brillare ancora oggi, a più di 60 anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 18 aprile del 1955.