2015-10-08

/*-*\ La fine del mito tedesco dopo Wolkswagen ora tocca a Deutsche Bank


E anche la Deutsche Bank  crolla. Fine del mito tedesco. La speranza del Vecchio Continente nei suoi momenti più difficili è sempre stata la Germania: salda sul suo trono basato sul mito dell’affidabilità granitica, teutonica, appunto, non poteva essere scalfita da niente e da nessuno.
La forza tedesca
Due guerre mondiali perse non hanno avuto la meglio sulla volontà di un popolo che, bisogna ammetterlo, non sarà simpatico a molti ma resta sempre un punto fermo. O per meglio dire restava. Sì, perchè a quanto pare i tedeschi sembra che abbiano vissuto “di rendita” ultimamente, almeno per quanto riguarda la reputazione finanziaria sia della propria industria che delle proprie banche. Dopo lo scandalo Dieselgate che ha trascinato con sè il mito della Germania e della sua industria, adesso arriva il crollo della Deutsche Bank con perdite che sul terzo trimestre di quest’anno arrivano a superare i 6miliardi di euro, per la precisione 6,2.
Una lunga storia... difficile
Questo l’ultimo tassello, almeno in ordine di tempo, di una lunga serie di problemi, imprevisti, perdite di valore e incognite (si vedano gli oltre 55 trilioni in derivati che detiene la banca e che equivalgono a 20 volte il Pil tedesco ovvero 5 volte quello dell’intera eurozona) che la prima banca tedesca, una delle Too big to fail europee, ha finora dovuto affrontare. 
Che ci fosse anche più di un problema era facile intuirlo già due anni fa quando si verificò un altro enorme scandalo. Era il 2013 e la Bundesbank aprì un’indagine sul possibile occultamento, da parte della Deutsche Bank, di circa 12 miliardi di dollari, denaro che rappresentava una serie di perdite sui derivati e che, secondo il FT che allora pubblicò la notizia, non sarebbe stato messo a bilancio, cosa che avrebbe poi permesso alla banca di evitare un salvataggio pubblico. Questa la cronaca del passato. Arrivando ai nostri giorni e per la precisioni a oggi, la notizia è di quelle che fanno venire in mente inevitabilmente lo spettro Lehman: la Deutsche Bank ha annunciato che potrebbe chiudere il terzo trimestre del 2015 con un rosso pari a 6,2 miliardi. A comunicarlo è il nuovo Ceo John Cryan il quale ha anche sottolineato che, data la gravità della situazione, è a rischio anche la distribuzione del dividendo. 
Le cause della perdita
La causa della maxi perdita, secondo il comunicato, è da attribuirsi a una serie di cause che comprendono forti svalutazioni per la divisione investment banking e per due asset come Postbank e la partecipazione in Hua Xia Bank pari a un quinto del totale della banca cinese, asset che, tra l'altro, sono stati messi in vendita. Inoltre, ancora, una falla da 5,8 miliardi riguarda oneri straordinari causati dalle nuove regole patrimoniali imposte dall’Europa.
A questi si aggiungano gli oltre 1,2 miliardi per il contenzioso risalente alla manipolazione del Libor, altro scandalo del passato nella quale la banca tedesca era incappata e che si associa a quello più recente circa la manipolazione delle quotazioni di alcuni metalli preziosi da parte delle autorità svizzere. Una serie di contenziosi legali che stanno iniziando ad essere un po’ troppo cari per l’istituto di credito (si parla di qualcosa come 9 miliardi di dollari solo per le spese legali) e che i vertici hanno deciso di razionalizzare iniziando a tagliare per prima cosa i posti di lavoro. Recentemente, infatti sono stati annunciati oltre 23mila licenziamenti, una mossa che solitamente, oltre che per recuperare le spese, viene attuata per riuscire a sostenere il titolo in borsa, magari prima di una cattiva notizia che potrebbe pregiudicarne l’andamento. 




Difficile e travagliata la storia recente della Deutsche Bank la quale ha dovuto sopportare anche il fallimento dei recenti stress test da parte della Bce  , fallimento che già da allora, si parla del marzo di quest’anno, suonava come una sorta di sinistro campanello d’allarme su tutta la struttura dell’azienda. Non solo, ma sempre la banca tedesca ha visto crollare anche il prezzo delle sue azioni del 40% ovvero dai 50 dollari della prima parte del 2014 agli attuali 29. Ma non sembra che attualmente il titolo soffra più di tanto dal momento che a Francoforte registra un rialzo del 3,2% accompagnato anche dalla view non negativa degli analisti di Nomura secondo cui è indispensabile convincere gli investitori che le contromosse necessarie sono state prese e che la banca ha gli strumenti necessari per reagire, strumenti che si possono individuare negli utili sottostanti e nel deleveraging. Una linea sposata anche da Kepler Cheuvreux secondo cui il dividendo eventualmente tagliato sarà in grado di evitare l'aumento di capitale.
Infine, nel caso qualcuno volesse paragonare la Deutsche Bank alla Lehman d’Europa, paragone peraltro più che lecito, è bene ricordare un’ultima particolarità che conferma come, in un certo senso, la fama di affidabilità tedesca sia un po’ usurpata: la Deutsche Bank esattamente 4 mesi fa ha subito da parte di Standard&Poor’s un downgrade del proprio rating ridotto a BBB+. Lehman, prima di crollare era più in alto. 

/*-*\ La maschera del diavolo di Marsala

Questa maschera dalle fattezze grottesche è stata ritrovata nella piccola isola di Mozia davanti a Marsala, durante alcuni scavi in un santuario cartaginese del VI secolo a.C. All’interno dell’area sacra furono rinvenute ossa di animali e di bambini che venivano sacrificati agli dèi; pratiche orribili ricordate dalle steli ancora presenti. 
Tra i vari oggetti, nel contesto orribile dell’evento, non lascia indifferenti la maschera definita “demoniaca” per il suo spaventoso atteggiamento. Gli occhi sono incurvati verso l’alto e la bocca sconfina in un ghigno distorto. 
Veniva indossata in occasione del sacrificio nel tophet, il santuario in cui i corpi venivano bruciati, affinché giungessero in dono agli dèi Baal Hammon e Astarte. La pratica riguardava per lo più i primogeniti maschi, quanto di più prezioso si aveva da offrire. Questa maschera, all’apparenza sorridente, esprimeva felicità per il dono alle divinità, ma allo stesso tempo la contrazione facciale denotava un pianto disperato per il terribile sacrificio: all’apice della disperazione infatti, l’uomo distorce occhi e bocca in tale fattura. 

Questo tipo di espressione definita grottesca era abbastanza diffusa nelle maschere con finalità apotropaica, ovvero utilizzate per scacciare il male, la cui funzione originaria era quella di spaventare il nemico e tenerlo lontano. Infatti le è stato attribuito anche il nome di ‘riso sardonico’, in riferimento alla tipologia ‘sarda’, in quanto simili oggetti sono stati ritrovati anche in Sardegna. 




La maschera, utilizzata durante i riti divinatori, veniva indossata anche per tenere in disparte i demoni che potevano arrecare danni alla buona uscita dei rituali. Insomma spaventava, e osservandola ne comprendiamo il perché. 


tratto dal libro "Oggetti, misteriosi, inspiegabili e magici in Italia"

/*-*\ Se abiti in questi posti rischio molto alto di avere un tumore

L'analisi del progetto Sentieri (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) ha portato a galla una situazione allarmante per gli abitanti dei siti di interesse nazionale per le bonifiche. I dati dell'Istat raccolti dal progetto sono concentrati nei territori dove il tasso di mortalità è incredibilmente alto, in particolare sull'incidenza dei tumori nella popolazione adolescente da 14 a 19 anni. Sono stati analizzati gli incrementi di malattie collaterali ai tumori, malattie respiratorie e le cause di morte in età adolescenziale causati dalla presenza di inquinamento chimico di impianti industriali oppure in aree ambientali a rischio.
La graduatoria  - Al primo posto si piazza "La terra dei Fuochi", che presenta la percentuale più alta di mortalità dovuta ad inquinamento ambientale da discariche. Coinvolge tantissimi comuni del Litorale domizio-flegreo e Agro aversano. Segue a ruota il litorale Vesuviano dove la mortalità è legata alla presenza di amianto e altri siti di smaltimento di rifiuti pericolosi. Al nord bollino rosso per Marghera, località nel comune di Venezia, sede del petrolchimico e il porto di Trieste, una delle principali cause di inquinamento ambientale insieme agli impianti di siderurgia. Quinto posto per l'area industriale di Livorno. Segue Priolo, in provincia di Siracusa, che con i suoi impianti petrolchimici, discariche e amianto ha un'altissima incidenza di cancro tra gli adolescenti monitorati. Ultimi posti per le zone industriali di Sassuolo-Scandiano, Massa Carrara, Trento nord e Bolzano. Nella topo ten rientra anche la "siciliana" Gela, che detiene il triste record di primo comune sotto i diecimila decessi dovuti a malattie legate all'inquinamento ambientale tra il 1995 e il 2008. 



La tabella in alto è stata realizzata da tumori.net analizzando i dati della Banca dati de “I tumori in Italia“. Nella tabella si leggono i tassi di incidenza per tutti i tipi di tumore, confrontando i dati raccolti nel 2000 (in rosa), con quelli più recenti del 2010 (in blu). In 10 anni (dal 2000 al 2010), l’incidenza di tumori nella popolazione femminile è andata sempre a peggiorare e l’unica regione che non ha accennato a miglioramenti in entrambi in sessi, è la Campania.



Nonostante l’alta incidenza tumorale, grazie al più facile accesso alle cure mediche e ai progressi oncologici, dal 2000 al 2010 si è registrata una diminuzione dei decessi con tassi di mortalità più bassi per tutti i tipi di tumore. Ancora una volta i dati risultano più negativi in Campania, con record assoluto di tumori tra Napoli e Caserta. Per quanto riguarda le tipologie dei tumori, in Campania si viene colpiti dal cancro ai polmoni in maniera significativamente superiore che nel resto d’Italia.

/*-*\ In Crimea la prima chiesa sottomarina al mondo


Un gruppo di sub fissa la croce a forma di ancora della prima chiesa subacquea al mondo Capo Fiolent, nel Mar Nero, è partito l’ambizioso progetto per la costruzione della prima chiesa subacquea al mondo, che sarà dedicata a San Nicola, il santo patrono dei marinai. 
A circa 20 metri di profondità ed a un centinaio di metri dalla riva.
Sponsor dell'impresa sono la chiesa ortodossa russa e i  Night Wolves , un club di ricchi motociclisti che ruotano nell'ambito delle amicizie personali di Pitin

Come racconta l’appassionato di immersioni e responsabile del progetto Archimandrite Tikhon, la chiesa verrà decorata con le icone tradizionali, simbolo del cristianesimo orientale. Si tratterà probabilmente di bassorilievi in acciaio o in pietra. I dettagli dell’opera devono ancora essere messi a punto dagli architetti e approvati, ma “la chiesa subacquea assomiglierà in tutto e per tutto a una vera chiesa”, assicura Archimandrite. Le tempeste invernali metteranno alla prova la resistenza della croce e soltanto quando le correnti marine si indeboliranno, durante la fine dell’estate, verranno aggiunti l'altare e un grande candelabro.


Questo ambizioso progetto è partito anche con la speranza di attrarre nuovi turisti sulla penisola, che è stata annessa a marzo 2015 alla Federazione russa senza però aver ricevuto un completo riconoscimento internazionale. I turisti potranno facilmente individuare la posizione esatta della chiesa grazie a una boa. 
La struttura sarà inoltre adibita a museo storico della Crimea con l’allestimento di un’esposizione di navi da guerra e munizioni impiegate in due grandi operazioni di difesa della penisola a metà dell'Ottocento e del Novecento. 

/*-*\ Si risveglia il super vulcano più pericoloso d'EUROPA


Solo qualche giorno fa, l’ennesimo avvertimento degli scienziati che reputano “pericoloso” lo stato attuale del Supervulcano più pericoloso d’Europa (ed uno dei più pericolosi al mondo). Nella nota si leggeva che l’eruzione potrebbe avvenire con brevissimo preavviso.
E quasi fosse una coincidenza, questa mattina alle 9:20 è iniziato uno sciame sismico con epicentro proprio la zona dei Campi Flegrei.
Epicentro e intensità. Secondo i primi dati dell’Osservatorio Vesuviano, le scosse, a una profondità di due chilometri, non hanno superato i due gradi della scala Richter. Tra le 9,20 e le 10, 40 sono stati registrati 27 eventi. L’epicentro nella zona di via Pisciarelli, ad Agnano.Le zone maggiormente colpite sono quelle di Agnano, Bagnoli, Solfatara, Pozzuoli centro e Pozzuoli alta.
Scuole evacuate. Alcune persone sono scese in strada e alcune scuole, fra le quali la International School nell’area ex Nato di Bagnoli, sono state evacuate in via precauzionale. Molti genitori hanno ritirato i loro figli dalle scuole”Giacinto Diano” e “Virgilio”. Non si segnalano danni a cose o persone. Anche gli allievi dell’istituto Alberghiero Lucio Petronio di Pozzuoli sono stati fatti uscire in cortile, per motivi precauzionali, malgrado il nubifragio che si è abbattuto nella zona tra le 10 e le 11,30.



I controlli. Le scosse  sono state precedute da leggeri boati. Infatti secondo i tecnici dell’Osservatorio Vesuviano la popolazione ha avvertito soprattutto boati e spostamenti d’aria. Sul posto biofisici e vulcanologi e il direttore dell’Osservatorio Vesuviano Giuseppe Di Natale. L’ultima scossa registrata alle 10,13.
(Fonte: repubblica.it)

Ricordiamo che le dimensioni della caldera dei Campi Flegrei sono semplicemente enormi, infatti misura tra i 12 e i 15 km di diametro nella parte principale. Ed è un supervulcano attivo la cui ultima eruzione risale a circa 30-35.000 anni fa.



/*-*\ I giovani europei sono contro l'EURO e la UE


Chi è l'euro scettico tipo ?  Probabilmente si immagina un uomo di destra di mezza eta’ scontroso e xenofobo. In realtà’, osserva il settimanale britannico “The Economist”, non e’ affatto cosi’.
Il movimento greco Alba dorata, per esempio, e’ forte soprattutto tra gli elettori fra 18 e 24 anni, tra i quali ha pescato l’8,4 per cento dei voti alle ultime elezioni.
Alternativa per la Germania ha consensi specialmente tra gli under trenta.
Nei Paesi Bassi il Partito per la libertà ha il 35 per cento nelle intenzioni di voto di chi ha meno di 35 anni.
I giovani francesi preferiscono in massa (oltre il 35%) la leader del Fronte nazionale Marine Le Pen al presidente socialista Fran§ois Hollande.
In Italia, più del 20% dell’elettorato della Lega Nord ha meno di 25 anni e oltre il 60% di chi vota o ha intenzione di votare il Movimento 5 Stelle ha meno di 40 anni.
A spingere i giovani, generalmente di vedute più aperte, verso questi partiti e’ il malessere economico, ma anche il disgusto per le istituzioni Ue, percepite come intrusive, antidemocratiche, e in mano a potenti oligarchie finanziarie che ne condizionano l’attività per i loro interessi: uno per tutti, Juncker, disprezzato da quasi la totalità dell’elettorato giovane euro scettico.
Naturalmente, osserva l’Economist, c’è la recessione e la disoccupazione, che infatti hanno colpito più duramente le nuove generazioni, e la disoccupazione viene considerata dai giovani europei come una conseguenza dell’euro, valuta ornai vista come “straniera” da buona parte di loro.
E i dati della disoccupazione nell’eurozona sono devastanti: l’occupazione netta nell’area dell’euro e’ diminuita di sei milioni di unita’ tra il 2008 e il 2013, per meta’ a discapito degli under 25.



Nell’Europa meridionale il tasso di disoccupazione giovanile e’ altissimo e coloro che lavorano spesso sono mal pagati e impiegati a tempo parziale.
I giovani sono inclini al malcontento verso le istituzioni consolidate, come l’Unione Europea. Quelli nati dopo il 1980, scrive il settimanale britannico, hanno più probabilità di indentificare l’Ue con lo spreco e la feroce burocrazia. I giovani preferiscono iniziative politiche dal basso e i partiti euroscettici – che i difensori dell’euro definiscono in modo dispregiativo “populisti” – sembrano offrire loro questa possibilità.
I movimenti euroscettici, in effetti, conclude l’Economist, stanno lavorando molto per conquistare il consenso giovanile, organizzando dibattiti, campi estivi, festival musicali e, naturalmente, costruendo una forte presenza su internet. E sembra ci siano riusciti. I futuri “over 40” dell’eurozona sono oggi per la maggior parte contro la Ue e contro l’euro.

/*-*\ Il piano dei terroristi - colpire Papa Francesco con un drone

Secondo una agenzia di sicurezza statunitense, da colloqui intercettati di terroristi c'è la verosimile ipotesi di un attentato da effettuarsi contro il Papa in piazza San Pietro con l'ausilio di un drone di tipo semi-professionale.





Nati per scopi militari oggi si trovano in commercio anche per scopi civili, i droni possono rappresentare una minaccia attentati?


Tra agosto e settembre in diverse occasioni i miliziani dell’Isis (il gruppo che si batte per la creazione di un califfato in MedioOriente) hanno minacciato i cristiani e il Papa. Nella loro rivista online compariva il fotomontaggio di una bandiera nera in piazza San Pietro. Il 21 settembre, in occasione della visita in Albania di Francesco, la sicurezza è stata rafforzata con tiratori scelti sui tetti di Tirana per il timore che jihadisti albanesi o kosovari potessero compiere un attentato contro il Pontefice. Ma c’è apprensione anche per una data ben precisa: il 28 novembre, quando comincerà la visita di Papa Francesco in Turchia. Anche se il fronte più caldo, spiega il Corriere, rimane quello italiano.




In tutta questa storia però c’è un’incognita: l’atteggiamento insofferente nei confronti degli apparati di sicurezza da parte di Papa Bergoglio, che non ha davvero alcuna intenzione di frapporre ostacoli all’abbraccio con il popolo cristiano. Un atteggiamento lodevole per un Papa che evidentemente non ha paura del martirio, ma tutto ciò rende maledettamente complicato difenderlo da eventuali attacchi a sorpresa. «Che mi ammazzino. E’ la cosa migliore che può capitarmi», ha detto lui a Juan Carlos Molina, secondo quanto riportato dal Clarìn qualche tempo fa.

2015-10-07

/*-*\ Putin dichiara : dobbiamo avere il nostro sistema operativo

La Russia sta investendo miliardi di rubli per avere un suo sistema operativo per computer entro cinque anni, e così dirà addio ai software Microsoft e Apple in tutte le organizzazioni governative e le società considerate strategiche. La proposta è parte dell’Internet Development Program, che sarà presentato lunedì all’amministrazione del Cremlino al Ministero per le Comunicazioni e la Stampa dall’Istituto Russo per lo sviluppo di Internet. Il sistema operativo nazionale sarà pronto per l’uso in tutto le agenzie governative e per tutte le aziende entro il 2020, o al massimo entro il 2025. Igor Ashmanov, della Ashamanov and Partners, ha dichiarato che la Russia dovrebbe anche puntare a svilupparsi il proprio hardware, entro lo stesso termine.




“Tutti i giochi sono chiusi. Ci troviamo in uno stato di guerra economica e, dalla fine di settembre, anche di guerra vera e propria. Dobbiamo essere tecnologicamente indipendenti, dalle CPU fino agli applicativi“, sostiene Ashmanov, che aggiunge: “Tutte queste dichiarazioni secondo le quali dobbiamo supportare la competitività e il libero mercato, e dunque i prodotti occidentali dovrebbero godere di pari regolamentazioni sui nostri mercati, sono stupide e rappresentano veri e proprio atti di sabotaggio“.
A Mosca si era già parlato della creazione di una versione di internet per l’uso nazionale, per assicurare l’indipendenza del Paese in conseguenza del deterioramento dei rapporti con l’Occidente dopo le crisi in Ucraina e in Russia.

2015-10-06

/*-*\ Salvador Dalì - Miraggio

"Mirage", opera del 1946, fa parte - con "Gli Amanti invisibili" e "Oasis" - di una trilogia Daliniana finalizzata a promuovere il profumo chiamato  “Desert Flower".






La donna in primo piano rappresenta una elegante Venere, il cui gesto - che suggerisce un estasiato stato sognante di beatitudine - pone l'accento sul fiore che fuoriesce dalla fronte di Apollo.  Egli appare ai margini di una struttura a ponte che si protende etereo da una lontana montagna. I ponti che non portano da nessuna parte, puntellano il senso generale di un sogno, o, addirittura, il MIRAGGIO che Dali vuol trasmettere con questa tela.

Una metafora per l'amore e la passione - che, dopo tutto, la seducente fragranza di un profumo ricorda - è evocata dal modo in cui la donna elegante è estasiata da Apollo, così perfettamente formato, bello e maschile - e dal modo in cui Dalì ha catturato la sua ultra figura-femminile, con i seni pronunciati, braccia e gambe angeliche, svelte, vita sottile, e il magnifico abito turchese con rifiniture dorate e una collana lunga sul corpo punteggiato con le perle.






La bellissima opera "Mirage" è intrigante, così, per il modo in cui si fonde un surrealismo onirico con un temperamento classico, e il contrasto della delicata Venere  con le linee dure angolari della strana trama architettonica del dipinto.

Di "Mirage", il Maestro ha dichiarato: "L'incontro di una bella donna (Venere) con Apollo nel deserto simboleggia il miraggio d'amore. L'aura di antichità classiche ed i fiori del deserto che appaiono dalla fronte di Apollo rievocano il sentimento senza tempo di amore ".

/*-*\ Salvador Dalì - L'ultima cena

Uno dei quadri più rappresentativi e interessanti realizzati da Salvador Dalí è senza altro L'ULTIMA CENA. Realizzato nella primavera del 1955 e oggi conservato alla National Gallery of Art diWashington. L'opera è un dipinto a olio su tela delle dimensioni di 167 cm × 268 cm.



L’autore, in questa opera, affronta in particolar modo il tema dell’arte sacra. La sua pittura oscilla fra il sacro ed il profano, sconvolgendo la classica iconografia tradizionale e utilizzando simboli esoterici difficili da interpretare. L’autore si ispira sicuramente al famosissimo affresco di Leonardo Da Vinci e ad altri esempi pittorici di celebri artisti che trattano il tema topico dell’arte sacra. Dalí, con questo dipinto, sconvolge i canoni della classica iconografia tradizionale.
Nella sua tela, il pittore raffigura Gesù donandogli sembianze androgine, attribuendogli i lineamenti di Gala, la moglie di Dalì. Questa provocazione venne definita blasfema dal mondo cattolico e suscitò un comprensibile scandalo alla sua prima esposizione.
Nel dipinto si può notare come la figura del Cristo risulti essere attraversata da una intensa sorgente luminosa che proviene dall’incantevole paesaggio alle sue spalle, rappresentato dalla baia di Port Lligat, sita nelle vicinanze della casa del pittore. Gesù risulta quindi apparentemente seduto a tavola con i discepoli, mentre invece si trova immerso nell’acqua con una barca di fronte. Si può notare come Gesù indica, alzando le dita, che esiste un Dio nell’alto dei cieli, lasciando presagire di essere ormai pronto alla sua partenza per il regno celeste.
In questa raffigurazione del pittore spagnolo, Gesù sta dunque abbandonando gli apostoli ben prima della crocifissione. I dodici apostoli sono collocati in modo perfettamente simmetrico attorno al Maestro. I loro volti però non sono ben visibili, poiché in quel particolare momento si trovano genuflessi in preghiera. È impossibile quindi riconoscere chi tra di essi sia Giuda, l’uomo simbolo del tradimento perpetrato ai danni di Gesù Cristo. Gli apostoli vengono raffigurati con le loro vesti candide durante l’ultima cena, la tavola è spoglia e poco imbandita. Si può scorgere solo un pane spezzato e un calice (o meglio, un bicchiere) di vino.


Alle spalle del Cristo si intravede una figura umana a dorso nudo che simboleggia Dio, il cui volto è invisibile. Si tratta di un palese richiamo ad un altro soggetto dell’arte sacra, quello della trasfigurazione.
L’ambientazione è assolutamente singolare: la scena dell’Ultima cena di Dalì si svolge all’interno di un dodecaedro. Il poliedro che fa da sfondo alla scena ha quindi dodici facce: dodici come il numero degli apostoliDalì prende spunto dalla cosmologia aritmetica e filosofica basata sulla mistica e sublime paranoia del numero dodici: così facendo accosta la figura del Cristo a strutture matematiche, che permettono di proiettare la vita terrena di Gesù in una dimensione metafisica

2015-10-04

/*-*\ Salvador Dalì - Corpus Hypercubus (Crucifixion)

Il pittore Salvador Dalí realizzò nel 1954 la sua opera intitolata Corpus Hypercubus. Si tratta di un dipinto a olio su tela delle misure di 58,4 centimetri x 73,7 centimetri, che tratta del tema religioso-sociale della Crocifissione. Il quadro si trova al momento presso il Metropolitan Museum of Art di New York.



Si tratta di un quadro sensazionale che mette in risalto la figura di Cristo crocifisso sulla rete di un iper cubo. La figura di Gesù Cristo, infatti, non è inchiodata alla croce ma magicamente fluttuante nell’aria. È costituita da una struttura caratterizzata da otto cubi che simulano la forma della croce. Dalì, nel suo dipinto a olio, utilizza una tecnica classica e una formula accademica, ma composta da elementi cubici. L’artista catalano predilige i temi dell’arte sacra e, contemporaneamente, si avvale della fascinazione enigmatica di strutture geometriche.

Si tratta di una delle diverse opere in cui l'artista catalano, si accosta ai temi dell'arte sacra e, contemporaneamente, si avvale della fascinazione enigmatica di strutture geometriche.
Il linguaggio pittorico surreale si esprime attraverso la figura della Madonna che ci appare in primo piano con un'acconciatura moderna dei capelli (e non importa se riconosciamo o meno in lei il volto di Gala), con lussuosi mantelli dalle tinte metalliche, mentre sullo sfondo di uno sterminato pavimento a scacchiera si intravede un cupo paesaggio notturno; tutto questo porta ad un modo inconsueto e suggestivo di rappresentare lo straordinario evento della morte di Cristo, evento che subito ci appare, nello stesso tempo, umano e metafisico.





La croce, data dalla dispiegazione tridimensionale di un ipercubo, si staglia in alto nel buio del cielo, proiettando la sua ombra sopra la fredda geometria del pavimento, quasi a sottolineare, assieme alla irriducibilità delle diverse dimensioni spaziali, la inintelligibile distanza tra il naturale ed il soprannaturale.


/*-*\ Cosa è il vetro e come è fatto





Il vetro è il prodotto della fusione (che si ottiene ad alta temperatura, 1500 °C)
di diverse sostanze, miscelate tra loro secondo percentuali approssimative che riportiamo:
72% di silice (sotto forma di quarzo o sabbia);
15% di soda (carbonato di sodio e potassio);
10% di carbonato di calcio e magnesio;
2% di allumina;
1% di altri ossidi (che servono come coloranti).
Vengono inoltre aggiunte alcune sostanze che conferiscono al vetro determinate caratteristiche, come un’alta resistenza, durezza, trasparenza, lucentezza.
Tali sostanze sono: l’ossido di piombo, l’ossido di zinco, l’acido borico, l’allumina ecc.


Il vetro è una sostanza solida amorfa, il che significa che allo stato solido non si aggrega in struttura di cristallo.
E’ rigido, trasparente, fragile ed è un cattivo conduttore di elettricità.
Il vetro è tanto utile e largamente impiegato per la trasparenza, cioè la capacità di lasciarsi attraversare dai raggi luminosi, e la facilità con cui può essere sagomato.
A causa della sua particolare struttura il vetro non passa direttamente dallo stato solido a quello liquido, ma con il calore diventa pastoso, lasciandosi così foggiare molto facilmente.

È un materiale ideale per contenere liquidi, cibi e bevande.
inattaccabile e del tutto inerte;
trasparente;
sopporta alte temperature;
facilmente recuperabile e riutilizzabile.

CLASSIFICAZIONE DEI VETRI

I vetri si possono classificare a seconda del loro impiego:

VETRO COMUNE è trasparente ed è usato per finestre, specchi e servizi da tavola. Il vetro per bottiglie viene spesso colorato con ossidi di ferro o altre sostanze.

VETRO NEUTRO viene impiegato nell’industria farmaceutica.

VETRO ATERMICO O PYREX è resistente al calore, viene impiegato nella vetreria domestica e per recipienti usati nei laboratori chimici.

VETRO OTTICO limpidissimo e trasparente, totale mancanza di difetti, viene usato per lenti, occhiali, apparecchi scientifici.






VETRO FOTOCROMATICO contiene sali d’argento. Se colpito da una forte intensità luminosa diventa scuro.

CRISTALLO è formato da silicati di piombo e di potassio ed è caratterizzato da una notevole brillantezza e sonorità metallica. Si presta per la molatura e l’incisione.

VETRO TEMPRATO ha grande resistenza e durezza date dalla tempra, sistema di raffreddamento rapido. Se si rompe si riduce in piccoli frammenti arrotondati.

SPECCHIO per fabbricare gli specchi si parte da lastre di vetro perfettamente parallele, senza difetti. Per ottenere la superficie riflettente si fa depositare sul vetro uno strato sottile di argento per gli specchi pregiati, di stagno e alluminio per gli specchi comuni, di piombo per gli specchi scuri. Gli strati metallici vengono poi protetti con vernici.

/*-*\ Come è veramente fatto il KEBAB


Intestino, polmoni, cuore, lingua, occhi, scarti di macelleria, ossa, denti, sale e grasso animale. Non, no è la ricetta della zuppa di una strega ma gli ingredienti della “carne” di un Doner Kebab.Una moda spopolata in tutta Europa, il kebab è diventato il fast food più diffuso, da Londra a Barcellona, Roma, Berlino, Parigi, milioni di persone lo mangiano ogni giorno, senza sapere che cos’è e quanto pericoloso è per la salute.
Mahmut Aygun, emigrato in Germania dalla Turchia negli anni Settanta è stato uno dei primi fautori della diffusione di questo alimento nel nostro continente. Pare che, originariamente, nei paesi arabi dove è nato, il kebab fosse un piatto artigianale e rustico di carne, anche abbastanza fresco e nutriente, servito con verdure e salse speziate. Il Doner Kebab (ovvero la versione “da passeggio”, diffusa dalla Germania in tutta Europa, ndr), invece, non ha niente di nutriente, né di buono, purtroppo.
Quel sapore anche “non male” e a volte appetitoso, che chiunque abbia mangiato un kebab conosce, non è nient’altro il risultato della lavorazione della carne con quantità spropositate di grasso animale e spezie: questo è quello che inganna il palato.
Chi è abituato a mangiare hamburger da McDonald od altre schifezze del genere, sa bene che il panino sembra buono: questo è solo un sapore indotto dal grasso utilizzato nel processo di lavorazione della carne.
Vi propongo i risultati di un’analisi condotta in Inghilterra da un equipe di scienziati e nutrizionisti , spero che vi facciano cambiare idea al momento di decidere se entrare in un “ristorante” che offre kebab.
Più del 50% dei Doner Kebab contiene carne diversa da pollo o vitello, la maggioranza dei kebab sono un miscuglio di carni diverse, tra cui quella di pecora e di maiale; a parte nei kebab realizzati con un’amalgama di carni di vitello, pollo, tacchino,pecora, maiale, in circa il 9% dei casi non si è potuta individuare con chiarezza la natura della carne utilizzata nel processo di triturazione;



Un kebab contiene tra il 98% (nel migliore dei casi analizzati) ed il 277% della quantità giornaliera di sale accettabile, oltre la quale la salute di un essere umano è a rischio;
un singolo kebab contiene tra le 1.000 e le 1.990 calorie (senza considerare le verdure e le salse, ndr);
un altro dato scandaloso è che ogni kebab contiene tra il 148% ed il 346% della quantità di grassi saturi assimilabili giornalmente da un essere umano (sempre considerando solo la carne, ndr);
in quasi tutti i kebab analizzati si sono riscontrati batteri tipo l’Escherichia Coli (un battere che espelliamo con le feci, ndr) e lo Staphylococcus Aureus
Oltre a questi dati, un ulteriore problema del buon Doner Kebab è legato al processo di conservazione. La totalità dei kebab diffusi dalla Germania in tutta Europa, contengono una quantità elevatissima di conservanti ed additivi chimici, sostanze altamente cancerogene, necessari per poter assicurare la conservazione del prodotto per mesi. Inoltre, durante il loro trasporto ed all’interno degli stessi stabilimenti dove sono venduti al pubblico, questi rotoloni di “carne” sono soggetti a gravi interruzioni della catena del freddo, in seguito a continui e ripetuti congelamenti e descongelamenti.
Buon appetito.

/*-*\ Il poco famoso ma interessante GRAAL di Lanciano

L’inconsueto primato di Lanciano riguarda il primo miracolo eucaristico che avvenne nell’VIII secolo, in cui fu coinvolto un monaco dell’ordine di San Basilio. Egli, durante la messa nella chiesa dei Santi Legonziano e Domiziano (oggi chiesa di San Francesco) dubitando della vera presenza di Cristo nell’ostia e nel vino, si ritrovò in mano carne e sangue vivo, che al contatto con l’aria coagulò in 5 grossi grumi, oggi conservati nel famoso calice di Lanciano. Solo nel 1970 il contenuto del calice fu sottoposto ad accertamenti scientifici dal professor Edoardo Linoli, docente in Anatomia e Istologia patologica e in Chimica e Microscopia clinica all’Università di Siena, che riportò risultati sconcertanti: la prova in laboratorio sull’autenticità di carne e sangue, evidenziò un tratto del tessuto muscolare del miocardio e sangue umano del gruppo AB, del tutto simile alle tracce di sangue rinvenute sulla Sacra Sindone di Torino. La tradizione ha saputo poi rendere la vicenda ancora più intrigante: questa chiesa sorgerebbe su un importante luogo di culto dedicato a san Longino, il soldato romano famoso per aver trafitto il costato di Gesù. Il soldato sarebbe originario di Lanciano il cui nome è curiosamente il risultato dell’unione di ‘Longino’ alla parola ‘lancia’, la famosa reliquia dalle proprietà magiche, che Adolf Hitler portava con se durante le sue vittoriose campagne. 
Una coincidenza avvalorata anche dallo stemma cittadino, il quale presenta, in primo piano, una lancia che ferisce il sole sopra tre colli. Il riferimento è ai tre colli della città, che però potrebbero alludere alle tre croci del martirio di Gesù e dei ladroni. Non è di minor valore la direzione della lancia, proiettata verso il sole, l’emblema del Dio, di Gesù. Si dice che Longino sia stato martirizzato a Mantova, nella cui chiesa di Sant’Andrea sarebbe custodita un’ampolla contenente il sangue del Cristo, ben lontano dal sangue conservato a Lanciano che, come abbiamo detto, proviene dal miracolo eucaristico. 
Ma anche questi luoghi raccontano di aver vissuto le ultime ore di vita di Longino, che, com’è auspicabile, avrebbe certamente desiderato di tornare a casa. Di secoli ne sono trascorsi molti e non possiamo certo escludere l’ipotesi di un’autentica presenza del sangue di Gesù, conservato segretamente da Longino fino alla morte. Un segreto che andava difeso anche negli anni a seguire, in quanto l’Impero romano per molto tempo ha cercato e distrutto le tracce cristiane. 





Una contesa per lo stesso primato di due città, a cui non vi è esito. Ma se diamo ascolto alle parole mute dei simboli… la risposta potrebbe essere davanti ai nostri occhi. Infatti, a pochi chilometri da qui, esiste una città che si chiama proprio Guardiagrele, ossia ‘a guardia del Graal’, e come se non bastasse si trova esattamente sulla linea che congiunge Roma a Lanciano, come se volesse difenderla dalla capitale. Roma non può “vedere” Lanciano in quanto è nascosta da Guardiagrele. Solo un caso anche questo? 


tratto dal libro "Oggetti, misteriosi, inspiegabili e magici in Italia"