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2015-09-19

Era omosessuale o era eterosessuale Leonardo da Vinci?

E' davvero importante sapere se Leonardo da Vinci era omosessuale o no? Sembra di Si !!!




Pittore, scultore, architetto ingegnere e scienziato italiano.
Figlio illegittimo d'un notaio fiorentino e d'una contadina, crebbe e fu educato nella casa paterna. Dal padre fu collocato verso il 1476 nella bottega del pittore Andrea del Verrocchio.
Nel 1478 ebbe il primo incarico pittorico autonomo, nel 1482 si trasferì a Milano, dove rimase fino al 1499. Nel 1500 tornò a Firenze, dal 1506 fu al servizio del re di Francia.
Tornato a Firenze nel 1506-1507, fu di nuovo nel 1508-1513 a Milano. In seguito, fallito un tentativo d'ottenere incarichi a Roma, dal 1515-16 sino morte alla visse in Francia, assieme al discepolo e poi erede Francesco Melzi (1491-1568), che conviveva con lui dal 1509. 

Leonardo è l'esempio più celebre d'intellettuale rinascimentale dagli interessi poliedrici: dall'architettura militare all'anatomia, dalla geometria all'idraulica, dalla fisica all'ingegneria... Benché in vita sia stato usato dai committenti per gli incarichi più svariati (dalla progettazione di fortezze e canali, al disegno dei costumi per feste da ballo) oggi è noto soprattutto come uno dei sommi pittori dell'arte occidentale.

Se quanto detto finora non bastasse, si aggiunga un misterioso incarceramento che Leonardo subì a Firenze, su cui nulla si sa, se non che Leonardo in un appunto lo attribuisce sibillinamente al fatto di aver voluto dipingere Gesù come "putto".
La mattina del due gennaio 1998 il mondo si è svegliato attonito per la notizia esplosiva lanciata dalle agenzie di stampa: Leonardo da Vinci (1452-1519) "apprezzava le donne" e "dunque" non era omosessuale!
Lo assicurava un certo Carlo Pedretti, direttore dell'"Hammer institute center per gli studi leonardiani"... che non è altro che la fondazione messa in piedi dalla Microsoft dopo che Bill Gates s'è comprato il "codice Hammer" di Leonardo (ma questo nessuno l'ha scritto).
Di fronte al suo scoop la reazione più ovvia è stata in tutti, io credo, un lapidario "e chi se ne frega". Il nostro diritto ad essere gay non discende certo dall'"esempio" di illustri predecessori. Pazzi, sadici, assassini, serial killer: fra loro ci sono tanti omosessuali quanti ce ne sono tra eroi, genii, santi o artisti. Ciò che il movimento di liberazione omosessuale va ripetendo (invano?) da anni è che noi siamo dappertutto: dai vertici delle gerarchie cattoliche fino ai più squallidi gruppi mafiosi, come la cronaca ha dimostrato nei mesi scorsi.
Dunque, sapere se Leonardo da Vinci fosse o no omosessuale ci lascia abbastanza indifferenti. Eppure le reazioni suscitate dal comunicato stampa con cui l'Arcigay smentiva sui giornali del 4 gennaio la presunta "prova" dell'eterosessualità di Leonardo (in un testo nomina una "cortigiana"!) hanno mostrato che la questione non è poi così indifferente quanto sembra.  

è stato dichiarato all'Adn-kronos il 3 gennaio,

"Sono veramente patetici questi tentativi dei 'sindacati dei gay' di 'arruolare' Leonardo da Vinci fra le schiere degli omosessuali, quasi che una tale eventualità potesse conferire una sorta di 'pedigree' all'omosessualità e alle sue rivendicazioni. Quand'anche l'omosessualità di Leonardo fosse appurata, ci sfugge perché essa debba costituire un dato in grado di suscitare la replica stizzita dell'Arcigay nei confronti di chi lo metta in discussione".





Da chi viene questa dichiarazione: da un autorevole storico dell'arte? O da un ferrato biografo e studioso di Leonardo? Nossignori. Viene da Riccardo Pedrizzi, "responsabile per i problemi della famiglia" di... Alleanza Nazionale!  
Ed ecco che mi assale un dubbio: ma se l'omosessualità di Leonardo sta così tanto a cuore a questi loschi figuri omofobi, allora forse sbagliamo noi a credere che sia un non-problema.
Andiamo perciò a vedere se davvero siamo di fronte a un "arruolamento" arbitrario o al contrario al tentativo di negare l'evidenza da parte di chi pensa che l'omosessualità equivalga automaticamente a vizio, malattia, disperazione, infelicità.
Se fosse vera la seconda ipotesi, allora il dibattito sull'omosessualità di Leonardo non sarebbe un astruso battibecco fra storici per questioni di lana caprina, ma avrebbe un significato politico ed esprimerebbe un punto di vista sull'omosessualità dei nostri giorni: cioè il punto di vista che da un frocio non possa venir fuori nulla di buono (e quindi, se uno ha fatto qualcosa di buono, non può esser stato frocio).